Gli amici di ㄱ, giovane che si preparava a vivere in autonomia e morto nel giugno 2023, non avevano il diritto di occuparsi dei funerali perché non erano familiari. Riuscirono a convincere il personale del crematorio a lasciarli recitare una preghiera, e le ceneri furono consegnate in un sacchetto di carta. Secondo quanto riferito dall’articolo, a più di tre anni di distanza le ceneri sono ancora collocate in un angolo del colombario. La legge è stata modificata per consentire anche a persone non appartenenti alla famiglia di occuparsi dei funerali, ma restano ostacoli burocratici, economici e legati al sostegno pubblico per avviarli.
Contesto
La revisione della legge sui servizi funebri (장사법), entrata in vigore nel settembre 2023, ha permesso di designare come responsabile dei funerali una persona che abbia intrattenuto rapporti stretti e continuativi con il defunto o una persona indicata da quest’ultimo, per esempio nel testamento. Un altro aspetto della revisione è l’obbligo per gli enti locali di organizzare funerali pubblici per le persone decedute senza familiari o conoscenti rintracciabili. Si è così aperta la possibilità che si occupi dei funerali una persona vicina al defunto, pur non essendo un familiare in senso giuridico.
Tuttavia, chi tra le persone vicine al defunto intende essere designato responsabile dei funerali deve presentare documenti che dimostrino la relazione, come messaggi, fotografie o un testamento. È inoltre necessario che l’ente locale verifichi l’esistenza di familiari o persone vicine e svolga una valutazione interna; secondo quanto riferito dall’articolo, la procedura può durare da alcuni giorni a più di una settimana. Se la valutazione si prolunga mentre le procedure devono iniziare subito dopo il decesso, anche una persona vicina al defunto può avere difficoltà a organizzare tempestivamente i funerali.
Il rilascio del certificato di morte è indicato come un ostacolo a sé, distinto dalla designazione del responsabile dei funerali. Secondo l’articolo, in base alla vigente legge medica (의료법), la precedenza per il rilascio spetta ai familiari in linea retta del defunto e del coniuge. È stato riferito che non solo amici e conoscenti, ma anche fratelli e sorelle possono ottenere il certificato soltanto previo consenso dei familiari in linea retta, come i figli. Park Jin-ok, direttore esecutivo dell’organizzazione «Condivisione e condivisione» (나눔과나눔), ha affermato che anche ai figli con cui i rapporti sono interrotti spetta la precedenza per il rilascio e che vi sono stati casi in cui fratelli e sorelle, non riuscendo a ottenere in tempo i documenti, hanno visto organizzare il funerale del fratello o della sorella come funerale per una persona senza familiari o conoscenti rintracciabili.
Anche se si amplia la cerchia di persone che possono occuparsi dei funerali, il diritto di una persona vicina al defunto a organizzarli potrebbe non tradursi in un funerale effettivo se il rilascio del certificato di morte e le procedure amministrative non sono coordinati.
Che cosa significa questa notizia
Il problema non si spiega soltanto chiedendosi se il defunto avesse una famiglia. Anche quando c’è una persona a lui emotivamente vicina, se le relazioni familiari riconosciute dalla legge e l’ordine di rilascio dei documenti non coincidono, questa persona potrebbe dover attendere la valutazione dell’ente locale prima di poter organizzare i funerali. L’istituto del responsabile dei funerali ha iniziato a riconoscere una gamma più ampia di relazioni, ma resta da stabilire se anche le procedure necessarie subito dopo un decesso siano state adeguate nella stessa direzione.
Anche l’onere economico può ricadere sulla persona vicina al defunto. Kim Chi-hwan, assistente sociale, ha dichiarato che organizzare i funerali in qualità di responsabile gli è costato circa 2,5 milioni di won e che ha coperto la spesa con le offerte di cordoglio. Se non si dispone di offerte o di altre risorse, chi vorrebbe occuparsi dei funerali potrebbe esitare per via dei costi: garantire soltanto il diritto di organizzare il funerale potrebbe quindi non bastare.
Non è semplice neppure stabilire se si possa usare il patrimonio del defunto per le spese funebri. La legge sui servizi funebri prevede che, quando un ente locale organizza un funerale pubblico per una persona deceduta senza familiari o conoscenti rintracciabili, i costi possano essere coperti con il patrimonio del defunto; tuttavia, secondo quanto riferito dall’articolo, i casi concreti sono estremamente rari. Un funzionario del Ministero della Salute e del Welfare (보건복지부) ha dichiarato che la gestione del patrimonio rientra nel codice civile (민법), che gli enti locali non possono procedere a propria discrezione e che il Ministero non dispone dei relativi dati. Occorre quindi distinguere tra il fatto che la legge contempli questa possibilità e la possibilità concreta, sul campo, di individuare il patrimonio e usarlo per le spese funebri.
Per esempio, se un amico che aveva un rapporto di lunga data con il defunto volesse occuparsi dei funerali, potrebbe dover preparare documenti che dimostrino il legame, affrontare la valutazione dell’ente locale e, inoltre, risolvere la questione del certificato di morte e reperire i fondi. Si tratta di una spiegazione basata su un’ipotesi; i requisiti e le procedure effettivi devono essere verificati caso per caso.
Restano da affrontare anche l’entità dei fondi destinati ai funerali pubblici e il loro impiego. A Seul, il numero di persone decedute senza familiari o conoscenti rintracciabili è passato da 389 nel 2018 a 1496 lo scorso anno. Nello stesso periodo, il bilancio della città di Seul per i funerali pubblici è aumentato da 521 milioni a 935 milioni di won; è stato però riportato che lo scorso anno la città ha attinto a fondi rimasti inutilizzati in altri programmi e ha speso 1 miliardo e 218,36 milioni di won per i funerali pubblici. Occorre verificare se il semplice aumento dei fondi consenta di far fronte in modo stabile alla domanda effettiva di funerali.
Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute e del Welfare all’ufficio della deputata Lee Su-jin del Partito Democratico Insieme (더불어민주당), lo scorso anno, su 7190 persone decedute senza familiari o conoscenti rintracciabili in tutto il Paese, 1293 non hanno ricevuto un funerale e per 1920 la situazione è stata classificata come «informazione non disponibile». Park Jin-ok, direttore esecutivo dell’organizzazione «Condivisione e condivisione», ha affermato che al momento l’obbligo di organizzare funerali pubblici è vicino a essere una disposizione meramente programmatica. Il fatto che non si riesca nemmeno a verificare se si siano svolti funerali per un numero così consistente di persone evidenzia una lacuna nella verifica tra l’obbligo formale e la sua effettiva applicazione.
Norme e informazioni di sostegno pertinenti
Secondo la guida legale interna, gli eredi vengono individuati in base all’ordine stabilito dalla legge e ai rapporti familiari, non alla vicinanza personale. L’ordine è: discendenti in linea retta, ascendenti in linea retta, fratelli e sorelle, parenti collaterali entro il quarto grado; il coniuge è coerede insieme ai discendenti o agli ascendenti in linea retta. Pertanto, il solo fatto di essere un amico vicino al defunto non fa di una persona un erede. Questo ordine di successione, tuttavia, non coincide necessariamente con le regole della legge sui servizi funebri per la designazione del responsabile dei funerali o con la priorità per il rilascio del certificato di morte.
La possibilità di utilizzare il patrimonio del defunto per le spese funebri è collegata alla questione della successione, ma i materiali forniti non consentono di stabilire con certezza attraverso quale procedura una persona vicina o un ente locale possa verificare o utilizzare il patrimonio. In particolare, la guida segnala che la rinuncia all’eredità non diventa efficace con la sola presentazione della dichiarazione: acquista efficacia quando viene notificata la decisione di accoglimento. Se prima di allora si dispone dei beni ereditari, la rinuncia può essere considerata un’accettazione tacita dell’eredità.
Fatti accertati e aspetti ancora incerti
Fatti accertati
- La revisione della legge sui servizi funebri, entrata in vigore nel settembre 2023, ha permesso di designare come responsabile dei funerali una persona che abbia intrattenuto rapporti stretti e continuativi con il defunto o una persona indicata da quest’ultimo.
- Per la richiesta di designazione del responsabile dei funerali servono documenti che dimostrino la relazione; secondo quanto riferito dall’articolo, la verifica dell’ente locale e la valutazione interna possono richiedere da alcuni giorni a più di una settimana.
- Secondo l’articolo, la precedenza per il rilascio del certificato di morte spetta ai familiari in linea retta e anche fratelli e sorelle devono ottenere il consenso di questi ultimi.
- Lo scorso anno, su 7190 persone decedute senza familiari o conoscenti rintracciabili in tutto il Paese, 1293 non hanno ricevuto un funerale e per 1920 la situazione è stata classificata come «informazione non disponibile».
Aspetti ancora incerti
- L’articolo non chiarisce quali siano le disposizioni specifiche della legge medica che stabiliscono l’ordine di precedenza per il rilascio del certificato di morte né quali eccezioni siano previste.
- Non sono state presentate proposte concrete di modifica legislativa né un calendario per semplificare la designazione del responsabile dei funerali o il rilascio del certificato di morte.
- Non viene spiegato quali documenti o procedure permetterebbero di accertare l’esito effettivo dei funerali delle 1920 persone per cui la situazione non è stata verificata.
Che cosa dovrebbe verificare il lettore
- Chi intende occuparsi dei funerali in quanto persona vicina al defunto dovrebbe verificare quali documenti — come messaggi, fotografie o un testamento — dimostrino il rapporto e quali siano le procedure di valutazione dell’ente locale.
- Se è necessario un certificato di morte, occorre chiedere alla struttura sanitaria chi può presentare la richiesta e se sia necessario il consenso dei familiari in linea retta. L’articolo, da solo, non permette di conoscere nel dettaglio le eccezioni previste dalla legge.
- Se si intende usare il patrimonio del defunto per le spese funebri, occorre prima verificare chi siano gli eredi e quali siano le regole sulla disposizione dei beni e sul momento in cui diventa efficace la rinuncia all’eredità. È inoltre opportuno ricordare che disporre dei beni dopo aver presentato la rinuncia ma prima della notifica della decisione può comportare conseguenze sfavorevoli.



















