Il disegno di legge volto a modernizzare la regolamentazione delle tecnologie genetiche in Nuova Zelanda ha ricevuto lo scorso anno oltre 15.000 osservazioni, ma il suo iter si è fermato dopo che il Partito New Zealand First (뉴질랜드 퍼스트당), partner del governo di coalizione, ha ritirato il proprio sostegno, sostenendo che le garanzie non fossero sufficienti e che potessero esserci rischi per le esportazioni. Ulteriori interventi sono stati rinviati a dopo le elezioni. I ricercatori che hanno analizzato oltre 1.600 testi sul dibattito sugli OGM degli ultimi trent’anni rilevano che, rispetto alle argomentazioni su benefici e rischi economici, i diritti Māori e le questioni etiche hanno ricevuto relativamente poca attenzione.
Contesto
Gli organismi geneticamente modificati (OGM) erano una delle principali questioni politiche e ambientali in Nuova Zelanda 25 anni fa. Il dibattito portò alla nomina di una commissione reale d’inchiesta (왕립 조사위원회) e, nel centro di Auckland, si tenne una marcia di protesta a cui parteciparono 20.000 persone. Nella controversia nota come «Corn-gate» furono sollevati anche sospetti secondo cui il governo avesse nascosto la possibilità di coltivare mais OGM.
La tecnologia ha fatto grandi progressi, ma secondo i ricercatori le argomentazioni che la riguardano seguono schemi sorprendentemente familiari. Hanno analizzato oltre 1.600 testi pertinenti degli ultimi trent’anni, la maggior parte dei quali articoli di giornale. Il testo originale, tuttavia, non indica il periodo esatto, le testate incluse né i metodi di ricerca adottati.
Gli aspetti messi in rilievo nel dibattito sono cambiati nel tempo. Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila, i sostenitori degli OGM insistevano sui benefici economici e sui costi derivanti dal lasciarsi sfuggire la tecnologia; i critici avvertivano che ne avrebbero risentito l’immagine della Nuova Zelanda come Paese «pulito e verde» e i suoi scambi commerciali. Le preoccupazioni economiche dei critici sono proseguite anche in seguito, ma le argomentazioni dei sostenitori non sono rimaste incentrate sulla convenienza economica per tutti e trent’anni.
Secondo l’analisi dei ricercatori, negli anni 2010 i sostenitori si sono allontanati dalle argomentazioni economiche, sottolineando i potenziali benefici degli OGM per contrastare il cambiamento climatico e controllare i parassiti, nonché le applicazioni mediche e la riduzione della povertà. Dal 2023, invece, le argomentazioni economiche sono tornate al centro del sostegno alla riforma della regolamentazione. Si continua a parlare anche di benefici ambientali e sociali, ma i ricercatori temono che, concentrando il dibattito sui benefici e sui rischi economici, altre questioni possano passare in secondo piano.
Che cosa significa questa notizia
Il dibattito sul disegno di legge non riguarda soltanto se allentare o rafforzare la regolamentazione. Occorre anche chiedersi quali decisioni vadano prese, attraverso quali procedure e chi debba partecipare al processo. Secondo i ricercatori, se la questione viene affrontata esclusivamente in termini di «più» o «meno» regolamentazione, si riduce lo spazio per esaminare queste domande.
I ricercatori affermano che i valori e i diritti dei Māori, popolazione indigena della Nuova Zelanda, hanno ricevuto relativamente poca attenzione nel dibattito degli ultimi trent’anni. La loro analisi spiega che in passato le loro prospettive sono state talvolta sollevate dai critici, ma raramente prese sul serio dai sostenitori. I ricercatori osservano anche che questa situazione potrebbe aver cominciato a cambiare, ma il testo originale non chiarisce che cosa sia cambiato concretamente.
Anche le questioni etiche non sono state discusse a sufficienza. Il testo originale riferisce che il dibattito approfondito è stato limitato persino in situazioni in cui l’etica avrebbe potuto essere centrale, come nel caso dello scioglimento, nel 2009, della commissione di bioetica (생명윤리위원회). Sono emerse anche argomentazioni a favore degli OGM secondo cui sarebbe non etico rinunciare alla tecnologia, dati i suoi benefici sociali e ambientali; i ricercatori osservano però che tali argomentazioni non hanno esaminato a sufficienza le questioni etiche.
Per esempio, se il dibattito continua a concentrarsi soprattutto sui benefici economici del disegno di legge e sui rischi per le esportazioni, occorre verificare separatamente se i valori e i diritti Māori e le valutazioni etiche legate all’applicazione della tecnologia siano trattati in modo adeguato. Ciò non significa che sia stato accertato che il disegno di legge violi i diritti Māori: significa che i ricercatori sostengono che le domande finora rimaste relativamente in ombra nel dibattito debbano essere incluse in una discussione più ampia.
Fatti accertati e aspetti ancora incerti
Fatti accertati
- Il disegno di legge per modernizzare la regolamentazione delle tecnologie genetiche, presentato dal governo guidato dal Partito Nazionale (국민당), ha ricevuto lo scorso anno oltre 15.000 osservazioni.
- L’iter del disegno di legge si è fermato dopo che il Partito New Zealand First ha ritirato il proprio sostegno, citando l’insufficienza delle garanzie e i possibili rischi per le esportazioni; ulteriori interventi sono stati rinviati a dopo le elezioni.
- I ricercatori hanno analizzato oltre 1.600 testi sugli OGM degli ultimi trent’anni, la maggior parte dei quali articoli di giornale.
- Secondo l’analisi dei ricercatori, i valori e i diritti Māori e le implicazioni etiche e morali degli OGM hanno ricevuto relativamente poca attenzione nel dibattito.
Aspetti ancora incerti
- Il testo originale non specifica il periodo esatto dei testi analizzati, la selezione delle fonti né il metodo di analisi.
- Non è indicato quando il disegno di legge sarà nuovamente discusso dopo le elezioni.
- Non sono specificate le garanzie concrete richieste dal Partito New Zealand First né le misure per affrontare i rischi per le esportazioni.
Che cosa può verificare il lettore
- Per seguire il futuro iter del disegno di legge, si può verificare se siano stati annunciati i tempi e le procedure per riprenderne la discussione dopo le elezioni.
- Nel valutare il disegno di legge o il dibattito che lo riguarda, si può controllare se, oltre ai benefici economici e ai rischi per le esportazioni, siano state descritte in modo concreto anche le garanzie previste.
- Occorre inoltre verificare se i valori e i diritti Māori e le implicazioni etiche degli OGM siano effettivamente inclusi nel dibattito e chi abbia la possibilità di esprimersi.



















